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Eolico galleggiante: il punto sulla frontiera dell’energia dal vento

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l’Eolico flottante/gallegiante è al di là di ogni dubbio la frontiera dell’eolico. Portare le turbine al largo, dove i fondali sono profondi, significa ampliare la base geografica dell’eolico, sfruttare venti più intensi e regolari e limitare l’impatto paesaggistico. A questo serve l’eolico flottante, o galleggiante. Una frontiera appena saggiata: sommando tutte le installazioni europee si arriva a 300 MW, meno di una centrale a gas di medie dimensioni. Per non parlare del Mediterraneo, frontiera della frontiera, dove in tutto troviamo 85 MW di turbine eoliche galleggianti, quasi tutte francesi. Numeri molto piccoli, seppure la tecnologia sia pronta e dimostrata su scala industriale. Perché il settore non decolla? Cosa manca? Quale può essere la scintilla e perché dovremmo prendere sul serio l’idea di investire su questa fonte di energia? Ne parliamo all’indomani di uno studio firmato dal Politecnico di Torino e WindEurope, che analizza le priorità più rilevanti per lo sviluppo del settore. Ospite: Enrico Giglio, ricercatore del Marine Energy Lab del Politecnico di Torino.